Recensioni

24 Ottobre 2020
Mostra Corriere dell’arte

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19 Luglio 2020
Gastone Ranieri Indoni

Francesca Bellu
La preminenza fantasiosa e creativa raggiunta da questa stupenda insospettata creatrice d’arte, ha preso in esame e battezzato come creatura della sua espressione artistica il più antico dei prodotti conosciuti, inventato e universalmente distribuito per il nutrimento di tutta l’umanità: il Pane.
Composizioni elaborate inizialmente col pane r poi trasformate con un master stroke, o colpo magico, in oggetti, mini sculture e complementi di moda di tendenza oleografica che rende una consistenza e un’ eleganza imprevedibile.
L’italian Style non finirà mai di stupire!

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07 Luglio 2020
Paolo Fresu

Cara Francesca,
i tuoi gioielli di pane sono poesia.
Storia e memoria,
estetica e sogno,
creatività, follia e racconto di ciò che
siamo stati e di ciò che vorremmo
essere.
Un inno alla bellezza della quale
abbiamo sempre di più bisogno.

14 Giugno 2020
Gastone Ranieri Indoni

Buongiorno a tutti Per motivi editoriali ricevo la stupenda visione di questo gioiello elaborato dalla grande fantasia creativa della nostra Abbonata e grande Artista Signora Francesca Bellu.
Classica espressione della genialità di domestica derivazione tipicamente Sarda, quindi esclusiva, è ancora più valida e apprezzabile se si considera che la tecnica mista usata da questa grande artista ha come base compositiva il Pane.
Si! Il pane. Quando l’abbiamo presentata la prima volta ha praticamente sorpreso tutto lo Staff di Fondazione Salonia e tutti gli amici che su Facebook avevano espresso la loro meraviglia.
Vedendo il gioiello appena ricevuto non ci abbiamo pensato due volte a Postarlo sapendo di partecipare il piacere della visione ma soprattutto sottolineando che la Sigmora Francesca Bellu più che sorprendere ormai non può fare a meno di Stupire per quanto ci propone.
Il più sincero ringraziamento accompagnato dall’evidente dichiarato stupore alla Signora Bellu che si accinge a creare un campionario che, se continua con questi miracoli, sarà presto proposta per una Mostra in Paradiso.
Auguri!

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Marzo 2020
Fondazione Salonia Magazine

Francesca Bellu il piacecere non ha confini. Gioiello di pane e stoffa, cm 28×14

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02 dicembre 2019
Paesaggi, case, oggetti, profumi, parole, feste religiose, sagre enogastronomiche: Una storia

Paesaggi, case, oggetti, profumi, parole, feste religiose, sagre enogastronomiche: Una storia. La testimonianza di una collettività, di un popolo fiero quale quello sardo che conserva e rispetta le tradizioni, le tecniche antiche frutto di sofisticata intelligenza, la purezza linguistica, la memoria. Accanto a quest’ultima si affaccia Francesca Bellu, designer ‘genitrice’ della linea di gioielli “Paneoro”. Apprezzata all’unanimità dagli addetti ai lavori e sostenuta da profonda creatività e fervida fantasia, l’Artista crea con materiale nobile quale il pane un mix arcano di gioielli da lei firmati, unici nel suo genere e pronti da indossare. Un universo nel quale la finezza miniaturistica accompagnata da una minuziosa attenzione al dettaglio dona un autentico e immenso vigore all’immaginazione. Un racconto delle proprie radici in cui vivono emozioni profonde come la forza, la poesia, la sensibilità e un profondo legame con la sua terra punteggiata da borghi antichi.
I gioielli “Paneoro” rappresentano una nuova pagina di storia scritta da Francesca Bellu che, pure rimanendo fedele a se stessa, ha saputo altresì cogliere le sfide della modernità.
Invitata a partecipare alla biennale di Venezia – Padiglione Bangladesh – Francesca Bellu, ha presentato alcuni straordinari gioielli che successivamente hanno catturato l’attenzione dei visitatori e degli addetti ai lavori del Festival dei Due Mondi di Spoleto, aprendo così un dialogo con i fruitori.
La linea Paneoro congiunge passato e presente proiettando nel futuro ampi spazi di consapevolezza, facendo sì che la memoria divenga un paradigma, una “regola del gioco” che lascerà ai posteri un’impronta profonda nel design.

di Elisa Bergamino

26 agosto 2019
Paneoro

La particolare oreficeria realizzata da Francesca Bellu sottintende una critica garbata ma radicale a quelle civiltà dove il gioiello è sentito come indispensabile complemento all’eleganza, soprattutto femminile.
Non solo le culture mediterranee, ma anche non poche tra  quelle considerate periferiche (ad esempio gli Sciti, popolazioni nomadi dell’Asia centrale) hanno considerato l’oro come il metallo di maggior pregio per durata e lucentezza. Così è percepito nell’attuale momento di incertezza economica che vede il metallo giallo rivalutarsi.
Nel corso della storia l’oro è venuto ad assumere anche un senso metafisico; ad esempio le icone e i mosaici bizantini rapiscono l’osservatore verso mondi ultraterreni che alludono al sacro.
Nella Firenze del Quattrocento Pollaiolo e Botticelli hanno coniugato charme e gioielli; così le ninfe che animano la Primavera botticelliana indossano preziosi collier. Poi, verso la fine del secolo, la predicazione  di Savonarola mise in crisi la cultura edonistica del Rinascimento. Negli ultimi anni della sua vita Botticelli, toccato da quel richiamo al Cristianesimo semplice e originario, modificò profondamente il suo stile, eliminandone lo sfarzo.
All’inizio del Novecento Klimt avvolse di oro le sue modelle, rendendole simboli di bellezza universale ed eterno amore.
Punto di partenza (e di arrivo) della Bellu è un forte ideale francescano: lo scintillio dei suoi gioielli è in definitiva apparente, in quanto le opere sono realizzate con fili d’oro e ricami (fili che possono ricordare le creazioni di Maria Lai, anche lei sarda) i quali avvolgono un elemento basico, la mollica di pane.
Anche se disdegnato da molti nutrizionisti, in Italia il pane resta l’elemento base della nostra vita materiale ed anche (secondo il Cattolicesimo) spirituale; per la Bellu in particolare la mollica è il supporto, la tela dei suoi lavori.
In Sardegna, la cui vita quotidiana è spesso intrisa di arte e creatività, le tipologie di pane sono assai numerose. Nella tradizione isolana, la produzione del pane per la famiglia è compito squisitamente femminile. Quindi le opere della Bellu sono anche un omaggio alle donne della sua regione e, in definitiva, alla femminilità in toto.
Tale approccio recepisce in modo personale la tendenza della gioielleria a ridurre o eliminare la componente di oro utilizzando materiali meno nobili e dando prevalenza al design.
Se molte sue opere si presentano come collier, bracciali, fermagli e spille che impreziosiscono i tradizionali abiti sardi, non ne mancano di più essenziali.
Sempre in sintonia con l’arte contemporanea, la quale ricerca un senso al di là di quel che appare, i lavori della Bellu sospingono chi li osserva verso un oltre nascosto.
Come l’acqua, elemento chiave del nostro pianeta, si scorge a malapena al fondo del pozzo nell’area nuragica di Santa Cristina, così la bellezza solare dei suoi gioielli induce facilmente la tentazione di indossarli; tuttavia la  composizione di pane e filo è un invito alla semplicità del saio, a una forma di redenzione

di Guido Alimento

semestre 2019
Sardegna Immaginare #12

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luglio 2019
Art on Tour

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dicembre 2018
Le Tre “C”, Tridimentional Art

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20 settembre 2017, La nuova Sardegna
Francesca Bellu e una linea di gioielli a base di Pane e Oro

Si chiama ‘PaneOro’ la linea di gioielli firmati da Francesca Bellu. Oggetti d’arte pronti da indossare, realizzati con un materiale nobile: il pane. “Paneoreo”, appunto. “pane oro” in sardo. Si tratta di un mix di sostanze segrete che, assieme ad una base di pane (acqua e farina) danno vita ad oggetti unici. “Profumo di pane – dice l’artista lurese – pane appena sfornato…

di Sebasiano Depperu

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