Recensioni

13 aprile 2023
Francesca Bellu
commento critico a cura di Salvatore Catardi

Recensione:
Grazie Francesca, la tua arte è meravigliosa.
Questa perla emerge e sembra muoversi sopra le onde schiumose, leggera e luminosa mentre naviga verso la libertà

Review:
Thank you Francesca, your art is wonderful.
This pearl emerges and seems to move above the foamy waves, light and bright as it sails towards freedom

30 settembre 2022
Francesca Bellu: originalità e creatività artistica dalla Sardegna
commento critico a cura di Franco Cortese

Una donna che si nutre di tradizione ma vive di modernità

LURAS – SARDEGNA – Radici profonde nella propria identità, orgoglio e forte senso del dovere sono da sempre le caratteristiche dei sardi.
Bene prezioso, tradizione, passione disinteressata, cultura, creatività ed arte, gioielli, sono invece sei concetti che è arduo tenere armonicamente uniti insieme da una sola persona se non si possiedono determinate caratteristiche, naturali o acquisite, coltivate e sentite nel profondo del proprio essere.
Oggi vi facciamo conoscere una gentile signora che non solo, con rara maestria, sa legare in sé i concetti su espressi ma sa pure operare con eleganza, grazia e femminilità attingendo alle proprie emozioni percepite e trasmesse intelligentemente legando il passato al nuovo ed al rinnovamento.
Francesca Bellu, infatti, fiera e tenace, crea “traducendo” la tradizione in modernità – senza mai vendere ciò che produce per passione disinteressata – gioielli (creatività ed arte) che per forma e colori si rifanno alla cultura degli antichi costumi sardi, utilizzando come materiale base principalmente il pane (bene prezioso). Con una tecnica tutta sua (creazioni “Paneoro” logo dicotomico e tecnica segreta brevettati).

Pane per famiglia, casa, intimità; oro per esteriorità, ricchezza, pluralità: il pane, fonte di vita, con la sua sacralità intrinseca, la sua semplicità – eppure diventato oggi così prezioso e caro! – (in questo caso quello tipico della Gallura) viene elaborato con fantasia, sensibilità e maniacale cura dei particolari, quindi arricchito con colori, pietre preziose ed altri “allegati” (ricami, pizzi e fili dorati) che lo trasformano in un gioiello unico; unico anche perché a volerlo rifare, quel gioiello, non verrebbe mai uguale.

Coraggio e consapevolezza del proprio “io” e del proprio sentire l’hanno spinta ad intraprendere nel 2013 questo cammino di arte, da lei definita “…un veicolo di messaggi in tutte le sue sfaccettature… un modo per trasmettere quanto di più profondo vive in me, in ognuno di noi.”
Le motivazioni che adduce in risposta a precise domande, confermano quanto forti e saldamente uniti siano radicati in lei i sei concetti su identificati: “…I miei gioielli nascono dal desiderio di innovare, trovare il diverso, ma nel rispetto di una tradizione che va tutelata… utilizzando il pane, che per forma e profumo mi ha trascinato nell’immaginario… trasformando ciò che il cuore sente e la mente elabora, con le mani, che realizzano un “nuovo”, che non può essere venduto ma deve appartenere a tutti e chiunque deve poterne godere…”.

All’accurata e meditata scelta contenutistica delle sue opere, si affianca una creatività non istintuale ma sostanziale: può iniziare anche da qui questo viaggio critico nell’arte di Francesca Bellu. E’ importante dedicare – scegliere di dedicare, in quanto è una scelta – parte del proprio tempo e del proprio vivere alla cultura ed all’arte, non solo perché attraverso gli organi sensoriali si arricchiscono la mente ed il cuore, ma anche perché la bellezza creata dalla parte più nobile dell’uomo alimenta lo spirito e l’anima, componenti immateriali che devono crescere se si vuole una società migliore.

C’è però un altro motivo per cui la creatività artistica e culturale va coltivata, studiata, conosciuta e appresa.

Arte e cultura, infatti, sono quasi sempre testimoni del loro tempo e del territorio in cui nascono, quindi importanti elementi di memoria a cui attingere per costruire un futuro più auspicabile e giusto.
Ebbene, in Francesca anche questo limite spazio-temporale viene non solo analizzato ma anche superato attualizzando – in tecnica e riferimenti – un passato prezioso (sardo) con monili curatissimi che sembrano beffarsi del tempo e del destino, salendo sul palcoscenico dell’esistenza ed iniziando la loro recita “for all people”, per tutti, con uno sguardo giovane e maturo e con un senso di divertito stupore, del tutto distante dal dolore e dai mali dell’esistenza, con una “recita” che chiede solo positività, gioia ed applausi.

Forza ed energia della tradizione, della natura e della luce vengono come imprigionate, “impresse” nelle forme create che si adeguano all’equilibrio simbolico spirituale delineato da forme in parte onirico-moderne in parte fortemente connotate dal passato, figlie di un carattere vitale che sa scandire il trascorrere del tempo.

Francesca si rifà molto alle sue antenate, figure forti, matriarcali, instancabili, riferimenti fondamentali per il suo lavoro e nel percorso che, a ben osservarli, non crediamo ancora siano del tutto esauriti. Con empatia – intesa nel suo significato critico-artistico – sa coinvolgere emotivamente in profondità l’osservatore delle sue opere, che ritrova quel passato tradizionale nello splendore dell’oggetto presente, pur nella sua semplicità creativa.

L’arte visiva e l’arte simbolica di richiamo di Francesca, infine, creano un progetto artistico radicato sì nella meravigliosa terra di Sardegna, ma che ha avuto, ha ed avrà apprezzamenti e consensi molto più ampi ed universali, giacché il bello e il genuino, il nobile e l’emozionante fanno breccia in tutti i cuori.
Soprattutto in tempi come questi, dove il bruciore del vivere richiede balsami artistici e spiritualità in grado di sconfiggere il buio e le tenebre di una società che non potrà mai fare a a meno della cultura, della creatività e dell’arte, quando proposte in forme così ardimentosamente armoniche.

Francesca Bellu con le sue “gioie” delicate e bellissime viene, ovviamente, spesso invitata ad esporre in mostre e sfilate ed è sempre felice di parlare della propria passione.

Ultime sue mostre il 20-30 gennaio 2022 nella Galleria Porpora di Milano e dal 17 al 30 settembre 2022 in una esposizione organizzata in collaborazione tra il gruppo “Caberta arte” e la galleria “Roccart” di Firenze.

La foto è un’elaborazione dello scrivente di tre diverse immagini ricevute dall’artista o riprese dal sito sotto riportato ed è stata gentilmente autorizzata dal Francesca Bellu.
notizieinunclick.com/francesca-bellu-originalita-e-creativita-artistica-dalla-sardegna/

Per maggiori informazioni: www.paneoro.itbrfrancy6703@gmail.com

20 gennaio 2022
Supplizio
commento critico a cura di Anna Maria Bonavoglia

L’Artista Francesca Bellu, voce purissima di creatività sublime e paradigma della genialità donata alla bellezza è giustamente famosa per l’invenzione della linea creativa denominata Paneoro.
Un connubio tra la semplicità delle cose umili eppure necessarie ogni giorno, come l’acqua e la farina e l’opulenza antica dell’oro, sovrano dei sovrani e re dei re, che si è sviluppato nella creazione di gioielli unici al mondo, in grado di donare a chi si adornava con essi, la vibrazione stessa della Terra, la bellezza del sole che su di essi riluceva in mille schegge come di fiamma, l’inebriante essenza del raro e del puro.
Adesso Francesca Bellu, come solo i veri Artisti sono in grado di fare, ha ascoltato il grido del mondo, la voce dolente della sofferenza che ammanta il pianeta, smarrito e confuso sotto i colpi invisibili eppure letali di un morbo senza pietà.
E ha saputo dare forma a questo grido, ha plasmato il bisogno di consolazione, ha reso vivo e tangibile il desiderio di protezione, di unione. La brama di vivere dell’umanità stessa.
Ed ecco che nasce Supplizio, opera di rara forza e denso significato.
Così come nella croce del Cristo, sceso in terra per lavare il peccato dell’Uomo ecco che nell’opera dell’Autrice compaiono il legno, i chiodi e le trame.
In un universo rotondo, che parte dal nostro io sofferente e si dirama nella totalità del cosmo , minuscoli ma insieme 5 punti luminosi, così come 5 sono i continenti che ospitano l’umanità dolente.
Gli intrecci su queste trame simboleggiano i genitali, femminili e maschili, a rappresentare la carnalità e la fonte della vita, che nonostante tutto non vuole arrendersi alla morte.
Il colore nero da sempre associato al lutto è un monito per ricordare chi è partito per sempre ma anche una speranza, perché anche nei momenti più bui c’è sempre il respiro del Dio Creatore, che nella sua bontà suprema mai ha abbandonato i suoi figli.
Un’opera estrema, coraggiosa, su cui meditare.

24 Ottobre 2020
Mostra Corriere dell’arte

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19 Luglio 2020
Gastone Ranieri Indoni

Francesca Bellu
La preminenza fantasiosa e creativa raggiunta da questa stupenda insospettata creatrice d’arte, ha preso in esame e battezzato come creatura della sua espressione artistica il più antico dei prodotti conosciuti, inventato e universalmente distribuito per il nutrimento di tutta l’umanità: il Pane.
Composizioni elaborate inizialmente col pane r poi trasformate con un master stroke, o colpo magico, in oggetti, mini sculture e complementi di moda di tendenza oleografica che rende una consistenza e un’ eleganza imprevedibile.
L’italian Style non finirà mai di stupire!

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07 Luglio 2020
Paolo Fresu

Cara Francesca,
i tuoi gioielli di pane sono poesia.
Storia e memoria,
estetica e sogno,
creatività, follia e racconto di ciò che
siamo stati e di ciò che vorremmo
essere.
Un inno alla bellezza della quale
abbiamo sempre di più bisogno.

14 Giugno 2020
Gastone Ranieri Indoni

Buongiorno a tutti Per motivi editoriali ricevo la stupenda visione di questo gioiello elaborato dalla grande fantasia creativa della nostra Abbonata e grande Artista Signora Francesca Bellu.
Classica espressione della genialità di domestica derivazione tipicamente Sarda, quindi esclusiva, è ancora più valida e apprezzabile se si considera che la tecnica mista usata da questa grande artista ha come base compositiva il Pane.
Si! Il pane. Quando l’abbiamo presentata la prima volta ha praticamente sorpreso tutto lo Staff di Fondazione Salonia e tutti gli amici che su Facebook avevano espresso la loro meraviglia.
Vedendo il gioiello appena ricevuto non ci abbiamo pensato due volte a Postarlo sapendo di partecipare il piacere della visione ma soprattutto sottolineando che la Sigmora Francesca Bellu più che sorprendere ormai non può fare a meno di Stupire per quanto ci propone.
Il più sincero ringraziamento accompagnato dall’evidente dichiarato stupore alla Signora Bellu che si accinge a creare un campionario che, se continua con questi miracoli, sarà presto proposta per una Mostra in Paradiso.
Auguri!

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Marzo 2020
Fondazione Salonia Magazine

Francesca Bellu il piacecere non ha confini. Gioiello di pane e stoffa, cm 28×14

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02 dicembre 2019
Paesaggi, case, oggetti, profumi, parole, feste religiose, sagre enogastronomiche: Una storia

Paesaggi, case, oggetti, profumi, parole, feste religiose, sagre enogastronomiche: Una storia. La testimonianza di una collettività, di un popolo fiero quale quello sardo che conserva e rispetta le tradizioni, le tecniche antiche frutto di sofisticata intelligenza, la purezza linguistica, la memoria. Accanto a quest’ultima si affaccia Francesca Bellu, designer ‘genitrice’ della linea di gioielli “Paneoro”. Apprezzata all’unanimità dagli addetti ai lavori e sostenuta da profonda creatività e fervida fantasia, l’Artista crea con materiale nobile quale il pane un mix arcano di gioielli da lei firmati, unici nel suo genere e pronti da indossare. Un universo nel quale la finezza miniaturistica accompagnata da una minuziosa attenzione al dettaglio dona un autentico e immenso vigore all’immaginazione. Un racconto delle proprie radici in cui vivono emozioni profonde come la forza, la poesia, la sensibilità e un profondo legame con la sua terra punteggiata da borghi antichi.
I gioielli “Paneoro” rappresentano una nuova pagina di storia scritta da Francesca Bellu che, pure rimanendo fedele a se stessa, ha saputo altresì cogliere le sfide della modernità.
Invitata a partecipare alla biennale di Venezia – Padiglione Bangladesh – Francesca Bellu, ha presentato alcuni straordinari gioielli che successivamente hanno catturato l’attenzione dei visitatori e degli addetti ai lavori del Festival dei Due Mondi di Spoleto, aprendo così un dialogo con i fruitori.
La linea Paneoro congiunge passato e presente proiettando nel futuro ampi spazi di consapevolezza, facendo sì che la memoria divenga un paradigma, una “regola del gioco” che lascerà ai posteri un’impronta profonda nel design.

di Elisa Bergamino

26 agosto 2019
Paneoro

La particolare oreficeria realizzata da Francesca Bellu sottintende una critica garbata ma radicale a quelle civiltà dove il gioiello è sentito come indispensabile complemento all’eleganza, soprattutto femminile.
Non solo le culture mediterranee, ma anche non poche tra  quelle considerate periferiche (ad esempio gli Sciti, popolazioni nomadi dell’Asia centrale) hanno considerato l’oro come il metallo di maggior pregio per durata e lucentezza. Così è percepito nell’attuale momento di incertezza economica che vede il metallo giallo rivalutarsi.
Nel corso della storia l’oro è venuto ad assumere anche un senso metafisico; ad esempio le icone e i mosaici bizantini rapiscono l’osservatore verso mondi ultraterreni che alludono al sacro.
Nella Firenze del Quattrocento Pollaiolo e Botticelli hanno coniugato charme e gioielli; così le ninfe che animano la Primavera botticelliana indossano preziosi collier. Poi, verso la fine del secolo, la predicazione  di Savonarola mise in crisi la cultura edonistica del Rinascimento. Negli ultimi anni della sua vita Botticelli, toccato da quel richiamo al Cristianesimo semplice e originario, modificò profondamente il suo stile, eliminandone lo sfarzo.
All’inizio del Novecento Klimt avvolse di oro le sue modelle, rendendole simboli di bellezza universale ed eterno amore.
Punto di partenza (e di arrivo) della Bellu è un forte ideale francescano: lo scintillio dei suoi gioielli è in definitiva apparente, in quanto le opere sono realizzate con fili d’oro e ricami (fili che possono ricordare le creazioni di Maria Lai, anche lei sarda) i quali avvolgono un elemento basico, la mollica di pane.
Anche se disdegnato da molti nutrizionisti, in Italia il pane resta l’elemento base della nostra vita materiale ed anche (secondo il Cattolicesimo) spirituale; per la Bellu in particolare la mollica è il supporto, la tela dei suoi lavori.
In Sardegna, la cui vita quotidiana è spesso intrisa di arte e creatività, le tipologie di pane sono assai numerose. Nella tradizione isolana, la produzione del pane per la famiglia è compito squisitamente femminile. Quindi le opere della Bellu sono anche un omaggio alle donne della sua regione e, in definitiva, alla femminilità in toto.
Tale approccio recepisce in modo personale la tendenza della gioielleria a ridurre o eliminare la componente di oro utilizzando materiali meno nobili e dando prevalenza al design.
Se molte sue opere si presentano come collier, bracciali, fermagli e spille che impreziosiscono i tradizionali abiti sardi, non ne mancano di più essenziali.
Sempre in sintonia con l’arte contemporanea, la quale ricerca un senso al di là di quel che appare, i lavori della Bellu sospingono chi li osserva verso un oltre nascosto.
Come l’acqua, elemento chiave del nostro pianeta, si scorge a malapena al fondo del pozzo nell’area nuragica di Santa Cristina, così la bellezza solare dei suoi gioielli induce facilmente la tentazione di indossarli; tuttavia la  composizione di pane e filo è un invito alla semplicità del saio, a una forma di redenzione

di Guido Alimento

semestre 2019
Sardegna Immaginare #12

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luglio 2019
Art on Tour

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dicembre 2018
Le Tre “C”, Tridimentional Art

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20 settembre 2017, La nuova Sardegna
Francesca Bellu e una linea di gioielli a base di Pane e Oro

Si chiama ‘PaneOro’ la linea di gioielli firmati da Francesca Bellu. Oggetti d’arte pronti da indossare, realizzati con un materiale nobile: il pane. “Paneoreo”, appunto. “pane oro” in sardo. Si tratta di un mix di sostanze segrete che, assieme ad una base di pane (acqua e farina) danno vita ad oggetti unici. “Profumo di pane – dice l’artista lurese – pane appena sfornato…

di Sebasiano Depperu

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